domenica 26 gennaio 2014

Imbolch


Imbolc (o anche Oimelc) è l’antica festa irlandese,che cadeva tradizionalmente il 1º febbraio,a sottolineare il momento di culmine dell’ inverno proprio nel periodo di mezzo tra il solstizio d’inverno e l’ equinozio di primavera. Poichè il calendario celtico faceva in modo di iniziare il giorno dal tramonto del sole la celebrazione iniziava al tramonto del giorno prima. In origine si trattava, probabilmente di una festa legata alle pecore in quanto il termine Imbolc in irlandese significa “in grembo”, in riferimento alla gravidanza delle pecore, mentre Oimelc ha come significato “latte ovino”, ma anche pare derivare da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in effetti in molte località dei paesi celtici questa data è associata alla “Festa della Pioggia”, questo può essere dovuto sia agli effetti del tempo oppure alla necessità di purificazione. In questo periodo nascevano gli agnellini e le pecore producevano latte e questo si traduceva in ricchezza.E’ quindi un periodo di rinascita e speranza poichè gli antichi popoli vivevano ai ritmi della natura seguendo le stagioni.I celti avevano come base la levata di alcune stelle per determinare la data delle feste, nel caso di Imbolch, se non ricordo male era una stella detta Capella della costellazione dell’ Auriga che è facile da individuare per la forma a pentagono,   la sesta stella più brillante del cielo, di colore giallo, colore del grano maturo associato alla Dea Brigh..Questa costellazione ha  in comune con la costellazione del toro la stella Al Nath, e sembra che al periodo dell’equinozio di primavera di circa 2500 anni a.C. le due costellazioni sorgessero assieme.I Celti dividevano l’anno solamente in due stagioni, quella estiva e quella invernale.Gli equinozi e i solstizi dipendono dalla posizione del sole in corrispondenza degli equinozi ma il clima non subiva cambiamenti drastici per questo in riferimento alle  zone interessate dai Celti ma era importante  seguire ciò che la natura scandiva.Tutto questo era segnato dalla levata di alcune stelle. Come nel caso di Imbolch. La loro sopravvivenza era legata ai ritmi degli animali da pascolo e dai frutti della terra. Le esigenze spirituali erano dunque correlate ai tempi della natura stessa la quale andava debitamente onorata e ringraziata.Nulla era dato per scontato, l’ arrivo delle stagioni, i raccolti e tutto quello che era legato alla sopravvivenza era un dono della Madre Terra e delle Divinità che presiedevano la natura.Presso i Celti l’1 febbraio era Imbolc (pronuncia Immol’c) detta anche Oimelc o Imbolg una delle quattro “feste del fuoco” perché l’accensione rituale di fuochi e falò sono alla base di questi festeggiamenti.Se in molti casi il fuoco è visto come purificatore qui si associa al significato di luce,quella luce che nata a yule ora si manifesta nonostante l’ inverno regali ancora il suo gelo e quindi lì’ usanza di purificare gli agnelli facendo attraversare cerchi di fuoco.Le donne dei villaggi celebravano questo momento incontrandosi assieme per ringraziare la Dea della Luce. La fertilità veniva sacralizzata e le donne si spargevano il ventre delle ceneri dei falò per propiziarla.Imbolc rappresentava, infatti, anche l’incontro fra il Dio e la Dea, il Cielo e la terra, il Sole e la luna , il dio cornuto Kernunnos, Brighit: la Triplice..in effetti il Dio Kernnunnos era dotato di corna come il cervo e come il cervo , a primavera lottava per avere la sua compagna a riproduzione della specie .. un chiaro riferimento alle forze vitali che si ripresentano impetuose e volte alla rinascita.Imbolch era sotto gli auspici della Dea Brigit mentre per i romani la Dea Giunone chiamata Februa veniva celebrata alle calende di febbraio.Anche in questo ultimo caso i rituali svolti erano di purificazione col fuoco tanto che per le vie della città si tenevano fiaccolate e processioni.Secondo quanto narra Ovidio,  i Lupercalia furono istituiti da Romolo in ricordo di una grazia ricevuta proprio da Giunone che tra l’ altro è Dea della fertilità, e questa grazia consistè proprio nel rendere fertilile donne che da tempo non procreavano.Questo avvenne grazie ad un oracolo che suggerì di colpire le donne con la pelle di un caprone ..dopo il tempo consueto dei 9 mesi esse partorirono.Un nuovo riferimento quindi alla fertilità e ai caprini . Elementi protagonisti  di questo periodo.Ma i Lupercali hanno anche origine legata al dio Fauno che in questo caso diventa protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi. Spesso si pensa che la Candelora sia subentrata a Imbolch imponendosi come festa cristiana e che S.Brigida si sovrapponga e sostituisca l’ immagine di Brigit.In realtà la festa di Imbolch era festeggiata prevalentemente in Irlanda mentre la festa della Candelora ha origine nel bacino del Mar Mediterraneo.Allora per quale motivo le feste coincidono? Aldilà del fattore religioso esse appartengono al calendario astronomico-stagionale e il 1º febbraio è il punto equidistante tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera.Di nuovo ci si collega al ritmo delle stagioni e della natura che accomunava i popoli antichi di ogni paese.Brigid nell’Europa celtica era onorata come Brigit, Brighid o Brigantia, Dea del triplice fuoco e infatti il suo nome deriva da Breo cioè fuoco. E’ quindi patrona dei fabbri, dei poeti e dei guaritori. Figlia del Grande Dio Dagda corrispondeva a Athena-Minerva.Per capire l’ immagine di questa Dea bisogna entrare in quelle che erano le credenze e le usanze dei popoli che la veneravano.Il fuoco era visto come fonte di aiuto materiale ,per far luce ,scaldarsi ecc.. ma anche spirituale e quindi coloro che lavoravano col fuoco e coi metalli si associavano alla figura di semi -dei e a misteriosi personaggi legati alle arti magiche , così come la poesia era una forma d’ arte legata al”fuoco” della creatività.La rima poetica diventava un rito ,un omaggio alle Divinità. A Brigit erano sacri gli strumenti simbolici dello specchio, la ruota del filatoio, la coppa.Lo specchio rappresenta l’ apertura verso il mondo degli iniziati e la divinazione , la coppa il grembo e con essa si svolgono i riti che vedremo e la ruota è la ruota dell’ anno, il ciclo di morte e rinascita. Santa Brigida si sostiene fosse la levatrice di Gesù Bambino e la sua festa si celebra appunto l’1 febbraio, giorno di Santa Bridget o Là Fhéile Brfd.Nell’Inghilterra del Nord, terra dell’antica Brigantia, la ricorrenza veniva denominata “Giorno delle Levatrici”.La storia dice però che le caratteristiche della dea Bride furono assorbite da Santa Brigida, una suora missionaria omonima (Saint Brigit), vissuta tra il 450 e il 525. A Santa Bridget fu consacrato il monastero irlandese di Kildare dove ardeva un fuoco in suo onore mantenuto perpetuamente acceso da diciannove monache che, a turno, per un ‘ intera giornata lo vegliavano fino la ventesimo giorno quando il fuoco, si diceva vegliato dalla stessa Dea , dopo che il giorno prima la monaca di turno la aveva implorata con una formula rituale. Il numero diciannove richiama il ciclo lunare metonico secondo cui dopo 19 anni le lunazioni cadranno nella stessa data dell’anno solare.Le tradizioni e i rituali che gravitano attorno a questa festa sono molteplici e rispecchiano diverse correnti … dalle più antiche , a quelle degli usi di determinati paesi a quelle neo- pagane.I più conosciuti sono il letto di Bride delle donne delle Isole Ebridi che si radunano insieme in qualche casa del villaggio e fabbricano un’ immagine dell’antica Dea, la vestono di bianco e pongono un cristallo sulla posizione del cuore o l ‘ usanza scozzese che si svolge alla vigilia di Santa Bridget quando le donne vestono un fascio di spighe di avena con abiti femminili e lo depongono in una cesta, chiamata il “letto di Brid”, con a fianco un bastone di forma fallica. Poi esse gridano tre volte “Brid è venuta, Brid è benvenuta!”,lasciando bruciare torce e candele vicino al “letto” tutta la notte: la Dea potrebbe lasciare a segno del suo passaggio notturno l’impronta del bastone nelle ceneri del focolare come un presagio di prosperità per i mesi a
venire.


Festeggiare Imbolc


E’ utile purificare la nostra casa e il nostro corpo con il fumo dell’incenso composto da mirra,alloro ,basilico e angelica. Sarebbe utile porci sopra questo incenso assumendo la posizione del pentacolo cioè gambe divaricate e braccia in linea con le spalle per permettere che il fumo sottile pulisca i nostri corpi energetici.Psicologicamente sarebbe ottimale una bella pulizia mentale: la natura si rinnova e anche noi dopo esserci purificati delle scorie invernali ci uniamo al suo risveglio.Non mi soffermerò troppo su questi rituali poichè ognuno segue la corrente che gli è più vicina ma è comunque tradizione benedire le candele da usarsi durante l’ anno.


Sarà opportuno accendere un incenso per purificare la casa e fare un bagno o comunque lavarsi mani piedi e viso, Secondo un usanza da me conosciuta preparare un cestino e chiamare la Dea dicendo:”Brigida ,Brigida entra il tuo letto è pronto” . vicino si porrà una candela bianca opportunamente purificata e vestita con olio di verbena e altre vicino alla finestre seguendo le opportune precauzioni contro incendi e danni similari mi raccomando.All’ interno del cesto riporre un quarzo ialino che il mattino dopo va posto all’ ingresso in un vaso con dei fiori… ci proteggerà l’ abitazione tutto l’anno.Il bagno potrà essere completo in questo caso sciogliere in acqua un cucchiaino di miele,3 gocce di o.e. di arancio,e porre un ambra e un quarzo in vasca.Il tutto alla luce di candele verdi.(vanno bene le tea-light).Pensando alla Dea lasciate che l’ acqua assorba tutto ciò che di negativo vi ha lasicato l’ anno passato e apritevi al nuovo . Al termine del bagno asciugati e vestiti mettete al centro di 3 piccole candele poste a triangolo un calice con del latte che offirete alla Dea dicendo : “Questo latte a te Dea offro/ per la ricchezza di cui la natura mi ha nutrito /per l’ amore di cui l’ universo mi avvolge/questo è il mio ringraziamento/ con esso mi purifico/ con esso ti rendo omaggio” Si può offrire il latte alla terra dopo averne bevuto un sorso. Oppure accendere 8 candele che fueri escono da un contenitore d’ acqua … la fiamma della creazione esce dal grembo materno e 8 è il numero dell’ infinito.Coi bambini si può scrivere una poesia di lode alla luce e alla primavera e infine cucinare cibi adatti alla circostanza … “vedere magia in cucina”.Si può intrecciare con giunchi la croce di Santa Brigida e porla in casa in un luogo alto…si possono intrecciare spighe dopo averle ammollate in acqua per renderle morbide e unite da fili rossi e gialli.Le braccia della croce devono avere la stessa lunghezza.Per concludere ricordo che l’ albero che i Celti associavano a questa festa era la betulla.


A parte qualche frammentaria notizia tratta da wikipedia i dati qui riprodotti hanno come fonte notizie avute da testimonianze orali e dallo studio antropologico e storico di base comune a tutti i libri di storia, la preghiera è personale mentre le usanze sono postate in quasi tutti gli articoli riguardanti imbolc e le feste della ruota dell’ anno.A titolo indicativo cito il calderone magico.


PRANZO DI IMBOLC
Gnocchi fiocco di neve
Fare dei normali gnocchi di patate ( con un chilo di farina), cuoceteli e poi imburrare una terrina o una pirofila e disponendovi uno strato di gnocchi che ricoprirete con fette sottilissime di fontina, un pò di panna e cospargerlo di Grana Padano grattugiato. Ripetere gli strati allo stesso modo arrivate all’ ultimo strato dove aggiugere fiocchi di burro. Coprite e mettete a gratinare in forno per pochi minuti, mettere la terrina in forno per cinque minuti alla massima temperatura.
Cofanetto magico di verdure ideale per i vegetariani (e non solo)
2 zucchine
1 melanzana
1 peperone
1 cipolla



2 cucchiai di olio d’oliva
4 pomodori
origano
timo
pasta sfoglia,uova
sale, pepe
Tagliate le zucchine e la melanzana a fettine (fate perdere loro l’ amaro). Private il peperone dei semi e affettatelo: fate rosolare tutte le verdure con la cipolla a fettine e poi aggiungete i pomodori tagliati l’origano e il timo( se li gradite sennò ci sono ottime miscele di erbe in vendita). Aggiustate di pepe e di sale e fate cuocere per 10 minuti, sgocciolate e fate intiepidire. Preriscaldate il forno e foderate con la pasta una tortiera e ponendovi le verdure tiepide. Volendo si possono aggiungere uova sbattute e poi chiudere e saldate i bordi con altra pasta frolla avendo cura di bucare per evitare bolle d’ aria. “Lucidate” il tutto con un altro uovo sbattuto e concludete la cottura . Io ho evitato l’ uso di uova e ho modellato il tutto nella forma del cofanetto della foto.
Potete concludere il pranzo di Imbolch con un’ ottima torta di bianca ricotta.


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