lunedì 25 novembre 2013

Yule e Babbo Natale

Da piccina amavo preparare  l' albero di Natale, più erano particolari gli addobbi, più mi perdevo nei riflessi e lucicchii delle sfere colorate e delle strisce dorate che lo vestivano.
Una sera, quando la neve aveva ammantato l' intera città, e una  luce fioca e azzurrognola sembrava abbracciare il mondo, entrando dalle finestre e tingendo tutto coi colori che sembravano rubati a una fiaba. In quella notte di magia, mi è stato raccontato di un' epoca  lontana, quando il tempo girava attorno alla ruota dell' Anno. Erano le Rune a segnarne il tempo, simbolo dei 12 mesi.
Il Padre degli Dei, Odino, portava agli uomini i doni della prosperità. La sua lunga barba bianca rappresentava il tempo e la sua casacca verde il suo essere silvano. 
Il folclore tedesco racconta , come la divinità uscisse per la caccia assieme ad altri Dei e dei bambini che lasciavano le proprie calzature vicino al focolare, piene di paglia, zucchero e quant' altro per i cavalli degli Dei.
Il Dio commosso da tanto affetto e attenzione, li ricompensava con  doni.
Il tempo e il Cristianesimo hanno sostituito la  divinità con la figura di S. Nicola. 
Quest' ultimo era un vescovo del IV della città di Mira ,città della Licia, una provincia dell'Impero bizantino che si trova nell'attuale Anatolia, in Turchia : A lui si deve l' atto di aver ridato  la vita  a 5 bambini già rapiti e uccisi.
San Nicola vescovo o San Nicola da Bari è anche il  patrono di di marinai, mercanti, arcieri, prostitute,
farmacisti, avvocati, prestatori, detenuti.
La sua figura, lentamente, fu , in alcuni luoghi sostituita da Santa Claus e dal moderno Babbo Natale che non è molto amato dai vari culti religiosi, in quanto figura di origine pagana e non corrispondente al vero.
Gli antichi romani celebravano le Saturnalie con giornate speciali in cui il ricco prendeva il posto del povero e viceversa.
Queste feste si protraevano dal  17  al 24 dicembre,e il 25 si onorava il Sol Invictus, il Dio Mitra ,il sole invincibile.
Il sole sembra fermarsi al solstizio d' inverno e questo invitava gli antichi popoli a a dedicarsi al suo culto perchè esso riprendesse il suo cammino vitale. 

Mentre immaginavo i canti e i balli dei tempi lontani addobbavo il mio albero e mi perdevo nelle sfere argentate. 
il  tronco era pronto per essere arso nella vecchia stufa. Era stato preparato quel giorno stesso, alla vigilia della festa seguendo l' antico cerimoniale: tagliato da una vecchia quercia,mentre le giovani ballavano e le donne cantavano benedizioni e lodi.  Era  stato poi adornato di nastri e biglietti, rametti di agrifoglio e pino.
Avrebbe bruciato e le sue ceneri avrebbero reso fertile il terreno, la sua fiamma protetto la casa e i suoi abitanti da ogni forza oscura,i frammenti del ceppo rimasti erano destinati a divenire un talismano di prosperità.

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