giovedì 21 novembre 2013

La Piccola Fiammiferaia

La Piccola Fiammiferaia è una bimba che, sfruttata dal patrigno , è vittima della povertà e della mancanza di affetto. La notte di Capodanno, viene mandata  in strada, al freddo, a vendere fiammiferi. Il momento non è favorevole, tutti sono impegnati a preparare per il veglione e nessuno fa caso alla piccola che non ne ha venduto ancora neppure uno; le tenebre stanno calando e il gelo si fa sentire ma non osa tornare a casa perché teme la reazione che il patrigno avrebbe avuto vedendola rientrare senza nessun guadagno.
Nel tentativo  disperato  di scaldarsi, la Piccola Fiammiferaia inizia ad accendere qualche fiammifero. Per ognuno di essi un'immagine appare davanti a lei, sparendo poi  assieme alla fiamma che si spegne; dapprima le appare una stufa, poi un tavolo imbandito,in seguito un albero di Natale.
Una stella cadente attraversa il cielo, riportando il pensiero della piccola ai tempi della nonna ormai morta. Ricorda la favola secondo cui ogni stella cadente è un'anima che vola in Paradiso. Accendendo un nuovo fiammifero,le appare proprio la nonna  e per prolungare quella visione, accende tutti i fiammiferi.
All' ultimo fiammifero che si spegne, sogna di volare in cielo dalla nonna.
Il mattino dopo il suo corpo senza vita viene ritrovato, sorridente nella neve, col mazzetto di fiammiferi spenti in mano.


LA FAVOLA


Era la fine dell'anno faceva molto freddo.

Una povera bambina camminava a piedi nudi per le strade della città.
La mamma le aveva dato un paio di pantofole, ma erano troppo grandi e la povera piccola le aveva perdute attraversando la strada.
Un monello si era precipitato e aveva rubato una delle pantofole perdute.
Egli voleva farne una culla per la bambola della sorella.
La piccola portava nel suo vecchio grembiule una gran quantità di fiammiferi che doveva vendere. 
Sfortunatamente c'era in giro poca gente: infatti quasi tutti erano a casa impegnati nei preparativi della festa e la poverina non aveva guadagnato neanche un soldo. 
Tremante di freddo e spossata, la bambina si sedette nella neve: non osava tornare a casa, poiché sapeva che il padre l'avrebbe picchiata vedendola tornare con tutti i fiammiferi e senza la più piccola moneta.
Le mani della bambina erano quasi gelate.

Un pochino di calore avrebbe fatto loro bene! La piccola prese un fiammifero e lo sfregò contro il muro. 
Una fiammella si accese e nella dolce luce alla bambina parve di essere seduta davanti a una grande stufa!
Le mani e i piedi cominciavano a riscaldarsi, ma la fiamma durò poco e la stufa scomparve.
La piccola sfregò il secondo fiammifero e, attraverso il muro di una casa, vide una tavola riccamente preparata.
In un piatto fumava un'oca arrosto.... All'improvviso, il piatto con l'oca si mise a volare sopra la tavola e la bambina stupefatta, pensò che l'attendeva un delizioso pranzetto. 
Anche questa volta, il fiammifero si spense e non restò che il muro bianco e freddo.
La povera piccola accese un terzo fiammifero e all'istante si trovò seduta sotto un magnifico albero di Natale.
Mille candeline brillavano e immagini variopinte danzavano attorno all'abete.
Quando la piccola alzò le mani il fiammifero si spense.

Tutte le candele cominciarono a salire in alto verso il cielo e la piccola fiammiferaia si accorse che non erano che stelle.
Una di loro tracciò una scia luminosa nel cielo: era una stella cadente.
La bambina pensò alla nonna che le parlava delle stelle. 
La nonna era tanto buona! Peccato che non fosse più al mondo.

Quando la bambina sfregò un altro fiammifero sul muro, apparve una grande luce. In quel momento la piccola vide la nonna tanto dolce e gentile che le sorrideva.
-Nonna, - esclamò la bambina - portami con te! Quando il fiammifero si spegnerà, so che non sarai più là. Anche tu sparirai come la stufa, l'oca arrosto e l'albero di Natale!
E per far restare l'immagine della nonna, sfregò uno dopo l'altro i fiammiferi.
Mai come in quel momento la nonna era stata così bella. 
La vecchina prese la nipotina in braccio e tutte e due, trasportate da una grande luce, volarono in alto, così in alto dove non c'era fame, freddo né paura.
Erano con Dio.

di Andersen

Una fiaba di difficile interpretazione: Una bambina indifesa che affronta una situazione insostenibile. Non la trova attraverso una fuga reale. Avrebbe potuto rifugiarsi in chiesa, scappare.. si ritrova invece, ad aver paura e lasciarsi morire pur di non tentare altre soluzioni. 
Il non voler uscire dall' ambito familiare, la porta a cercare conforto nel mondo dei sogni. Molti bambini, ma anche molti adulti trovano questa soluzione: la non accettazione della realtà, il voler rimanere "intrappolati" a una situazione, familiare e sentimentale che fa soffrire.
Questo accade quando ci si spoglia della conoscenza e saggezza e viviamo senza la creatività che rende ricca l' anima. E' un invito a spiccare il volo e cercare una dimensione dove l' azione si identifica con la realizzazione dei desideri, senza che i pregiudizi altrui  possano soffocare il volo.....

Incantesimo 

I fiammiferi non sono sempre adatti per gli incanti, per cui può essere utile sostituirli con un accendino.

Incanto per attirare denaro: si compie in luna crescente un giovedì.

Occorre purificare una candela verde, la si incide alla base col segno della Triplice Dea )O( e si unge con olio di oliva dai poli al centro.
Si pone sopra una banconota, ovviamente sotto un porta candela, e si accende la candela. 
Finito il rito si pone banconota e l' eventuale resto della candela in un sacchettino verde e si lascia una notte alla luce lunare.

Antica piccola divinazione 

Per chi ha un camino o una stufa: Se la fiamma scoppietta, sembrerebbe che qualcuno stia parlando di voi. In realtà il sibilo del legno che brucia è dovuto all' aria presente nel ceppo.
Ma la tradizione la lega al pettegolezzo, che può essere benevolo o malevolo.
Per stabilire questo bisogna ripetere per 3 volte:
Se le bonn gha da continuà, se le mal la smeta- (non si scrive proprio così, lo dico come lo ricordo).
Se subito smette le parole dette sul nostro conto sono cattive. se lo scoppiettivo va  oltre la filastrocca sono parole buone.

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