lunedì 15 luglio 2013

Santa Lucia

La storia di S. Lucia viene raccontata in vari modi e in diverse narrazioni, due sono le principali, riguardanti il suo crudele martirio, uno in greco (che è la versione più antica e quindi la più accreditata tra gli storici) e l ‘altro in latino.
Lucia era di famiglia aristocratica e subì il martirio per ordine del governatore Pascasio.Gli Atti del suo processo sono racchiusi nel cosiddetto Codice Papadopulo, e narrano di una giovane, orfana di padre, promessa in sposa ad un pagano. La madre di Lucia, Eutichia, da anni ammalata, aveva speso, senza risultati,forti somme per curarsi.Visto il fallimento delle cure mediche decise di recarsi con la figlia Lucia ad un pellegrinaggio al sepolcro di S. Agata per chiedere la grazia della guarigione.Lucia si assopì durante la preghiera e ricevette in sogno da S. Agata il preannuncio della sua santità.Ritornata a Siracusa, Lucia comunicò alla madre, nel frattempo guarita, la sua decisione di consacrarsi a Cristo.Questo però scatenò la reazione del fidanzato il quale insospettito e preoccupato nel vedere la promessa sposa donare i propri averi ai poveri, la denunciò come cristiana.Siccome erano in vigore i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dall’Imperatore Diocleziano Lucia fu sottoposta a processo che ella sostenne dinanzi all’Arconte Pascasio. In esso vi è la prova della fede ed anche della fierezza di questa giovane donna nel proclamarsi cristiana. Minacciata di essere esposta tra le prostitute ma senza che essa abbia avuto cedimenti poi sottoposta a tormenti ed infine decapitata.
Secondo un ‘ altra narrazione Lucia, nata a Siracusa nel 283 circa,subì il martirio il 13 dicembre 304. Sottoposta a torture,quale prova di fede si cavò gli occhi e morì dopo indicibili sofferenze. Altre leggende affermano che gli occhi le furono strappati per ordine di Diocleziano ma che poi le furono restituiti con un miracolo: da quel momento santa Lucia è considerata portatrice di luce e protettrice della vista. In realtà l’ emblema degli occhi sulla tazza, o sul piatto, è da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata quale protettrice della vista.La discendenza della santa siracusana proverrebbe direttamente dalla famiglia di Archimede, le due figure più importanti della città sembrerebbero unite quindi ad un unico ramo genealogico, ma in realtà non vi sono prove di questa leggenda. Essa è comunque considerata la protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini.
Al di là delle leggende popolari , la sua Santità è legata alla guarigione delle malattie degli occhi a causa del suo nome Lucia che significa Lux, luce.
La Santa infatti si festeggia nei giorni in cui anticamente si svolgevano rituali per propiziare il successivo ritorno della luce (yule)-il 21 dicembre giorno del solstizio d’ inverno.La devozione dei siciliani a Lucia è restato immutevole anche dopo sedici secoli, e viene manifestato pubblicamente con due feste annuali in suo onore: quella canonica del 13 dicembre, e quella siracusana e siciliana di maggio, a riprova della fedeltà dei siracusiani e dei siciliani a un voto formulato nel 1646, nel corso di una grave carestia che aveva colpito la città natale della santa.Infatti alcune immagini raffigurano la Santa con un mazzo di spighe e la tazza con gli occhi,in alcuni casi una fiaccola.
Per questi motivi la sua immagine viene accostata alla dea greca Demetra o alla romana Cerere,che venivano proprio effiggiate con un mazzo di spighe e la fiaccola.
Un altro collegamento con il grano è quello narrato nella leggenda di cui è già stato fatto accenno sopra, quando nel 1646 Siracusa,colpita da una grave carestia, durante la dominazione spagnola e nella disperazione del momento fu aiutata dall arrivo di una nave carica di frumento .Da questo avvenimento scaturì la tradizione di consumare cuccia – grano bollito – il 13 dicembre di ogni anno.Cuccia significa cosa piccola , chicco.Si preparano anche piccoli pani a forma di occhi, da benedire, che vengono consumati con lo scopo di essere protetti dalle malattie agli occhi,oltre a questi panini è d’ uso evitare il pane e al pasta e sostituirli, nel giorno dedicato alla Santa, con arancine.La cuccia si può preparare anche nella versione dolce ed è abitudine distribuirlo a familiari, amici e vicini di casa. Le briciole si lasciano su tetti e davanzali per gli uccellini.
Tornando alla feste in onore della Santa che si concludono il 20 dicembre, la città ha la tradizione di ospitare una “Lucia di Svezia”, cioè una ragazza svedese che rappresenta Lucia, e che presenta il capo cinto di una corona di candele. Infatti è soprattutto in Svezia che la celebrazione di Santa Lucia raggiunge l’apice con una processione di damigelle vestite di bianco, paggetti ed elfi che accompagnano una ragazza che offre alla folla dolci allo zafferano (saffransbullar) e biscotti allo zenzero (pepparkakor).La ragazza scelta viene incoronata e ospitata , come già detto, a Siracusa.

Ma anche in molte zone d’ Italia la Santa è conosciuta e al pari di San Nicola, Babbo Natale, Gesù bambino e la Befana essa porta i doni ai bambini.Santa Lucia arriverebbe in groppa all’asinello portando caramelle, dolci, bambole di pezza e giocattoli di legno. Così è tradizione appendere una calza al caminetto nella notte fra il 12 e il 13 dicembre e andare a letto presto,lasciando un po’ di latte e qualche biscotto e delle arance per la Santa e vino rosso e fieno per l asinello.I bimbi, al loro risveglio, troveranno un piatto con le arance e i biscotti consumati,e tante caramelle e monete di cioccolato.

Nei rituali popolari esistono diversi tipi di “scongiuri”: contro il malocchio, contro i vermi intestinali, contro il vomito e la diarrea, contro le malattie degli occhi, contro le malattie esantematiche dei bambini, contro l’emicrania, la sciatica e le altre malattie.Essi sono visti come una protezione da ogni tipo di pericolo naturale e soprannaturale e servono per avere risposte. Vi sono quelli contro gli animali nocivi, le tempeste e le altre calamità. per non parlare degli scongiuri amorosi. Con l’invocazione agli angeli, arcangeli, serafini e cherubini,si procede agli scongiuri per l’ amore.
Molti oggetti e simboli si associavano agli scongiuri e alle pratiche magiche anche nei simboli più diffusi.Anche le immagini dei Paladini,che venivano effiggiate ai lati del proprio carretto sembrano avere un significato protettivo.
Secondo le antiche credenze lo sputo aveva la capacità di combattere il male: si usava sputare per tre volte se si incontrava un gobbo, un fattucchiere o un prete oppure se si andava a visitare un infermo,una donna in procinto di partorire.
Adosso è d’ uso portare il breve… una sorta di preghiera in un sacchettino oppure nello stesso sacchettino un santino legato a un filo rosso e delle erbe.Ancora l’erva caccia diavuli, (la ruta), l’aglio e la cipolla.
Nel sangue si vede la fonte della vita e non è raro trovare incanti , ricette e scongiuri dove ne è contemplato l’uso, ma non mi voglio soffermare su queste pratiche posso però dire che parecchi scongiuri nominavano il
sangue di Gesù per combattere il male:
Fermati diavula,nun iri cchiu davanti,
Chi ai cchiu che chianci?
Un duluri ca ti mancia?
Santu Dei Sanctu Sdei
santu Misteri Miserere nobis
Pi tri sere lu Sangu Di Maria Vergini
e di gesù Sacramentatu trasennu ecc. ecc.
Questo scongiuro recitato per intero aveva il potere di allontanare il
mal di testa.
Altro rituale, questa volta contro il malocchio fa uso di acqua benedetta,grano, della recita del Credo e di appositi scongiuri.
Tornando a Santa Lucia le cure riguardano la vista… c’ è l usanza di piantare verbena e finocchio per ottenere un decotto per lavare gli occhi.
Le piante vanno seminate un venerdì di luna crescente all’ alba accompagnando la semina con un apposita frase.
Recitata questa sorta di benedizione al momento in cui si farà il decotto si reciterà un’ altro scongiuro .
Per 5 giorni si ripetono gli impacchi poi ogni anno si provvederà alla recita della novena a Santa Lucia.
Un’altro disturbo dell’ occhio che veniva curato con gli scongiuri era l’ orzaiolo che sembrava scomparire se l’ occhio malato fissava il fondo di una bottiglia d’ olio attraverso il buco del collo della bottiglia.U pruppu i ll’occhiu( il polipo dell’occhio) cioè l’orzaiolo veniva eliminato anche attraverso un rituale svolto con uno spicchio dì aglio e il seguente scongiuro:
Santa Lucia nta mmari stacìa, / fòrfica d’oru a li mani tenìa, / la cammisellha di Nostru signuri / si la tagghjava e si la cusìa. / Nu jornu chi passau Nostru signuri, / si dissi: – Chi fài llhocu, Lucia? / -O Signuri, chi fàzzu? / Nd’aju lu pruuppu a l’occhju _./ -Pecchì non lu sanasti? -. – Eu non lu seppi fari -./ Va’ vasciu a lu me’ ortu,/ pigghja bibbia e finopcchju./ Cu’ li me’ mani li siminai,/ cu’ li me’ pedi li scarpisài, / cu’ la me vucca li benidissi,/ Lucia, fa’ comu ti dissi -./ S’è broccu, u vaji o’ voscu,/ s’è rrina, u vaji a marina,/ s’è mundizza, u vaji a mmari, / u s’annega e nommu pari.
S. Lucia nel mare stava,/ forbici d’oro teneva a le mani,/ la camicetta di Dio Nostro Padre/ essa tagliava essa cuciva. / Un giorno a lei: “Lucia che fai?”; di là passando nostro Signore. / E di rimando, lei: “Che cosa faccio?/ il pol’po ho all’occhio, / perchè non lo sanasti? / Ché farl’io non seppi .”/ “Và giù nel mio orto, / bibbia prendi e finocchio. / L’ ho seminati con le mie mani/ e coi miei piedi li ho traversati / con la mia bocca li ho benedetti./ Come ti dissi fà./ Se occhi è del fusto al bosco vada, / se esso è poi sabbia vada alla spiaggia / mentre il rifiuto annega in mare / e lì scompare.
Altra usanza è quella di mettere ,la notte di Santa Lucia, un pettine sotto il cuscino… ci si deve addormentare entro le 22, durante la notte si dovrebbe sognare la persona da sposare

.

Nessun commento:

Posta un commento