giovedì 11 luglio 2013

Leggende Di Streghe E Di Fate

 Nel mio percorso magico  ho avuto modo di incrociare persone con un bagaglio culturale legato a tante regioni diverse.Persone che ricordavano la loro gioventù vissuta  nelle aree contadine ricche di esperienze non ritrovabili sui libri ma “vissute” tra leggende e fatiche dove la sopravvivenza era legata ai raccolti e agli animali da stalla.Certo non tutte depositarie di antiche formule ma ricche di un vissuto dove magia e  tradizioni aiutavano a rendere meno dura la realtà.Vivo in una area a confine tra Lombardia e Piemonte luogo magico per eccellenza interessato dall’ antica cultura  di Golasecca risalente alla fine età del Bronzo e inizio età del ferro.Zona ricca di ritrovamenti  che comprende Sesto Calende-Golasecca-Castelletto Ticino e quella nei dintorni di Como.Questi reperti storici hanno permesso che alcune conoscenze della protostoria europea subissero modifiche aprendo nuove conoscenze.A confine tra Golasecca e Sesto Calende(Lombardia) c’ è una necropoli comprendente  circa 50 tombe e alcuni Cromlech.Chi ha l’ opportunità di percorrere questa zona può constatare l’ energia che emana,sottile e penetrante. Presso Castelletto sopra Ticino (Piemonte) è stato ritrovato,  un masso iscritto, con una tra le più antiche iscrizioni in lingua celtica su pietra finora conosciute e databile entro il VII secolo a.C. L’interpretazione possibile è Chothios, “il figlio dell’anziano”.Attualmente è conservato alla sede della Biblioteca civica castellettese.Al di là dei dati storici c’ è l ‘ incanto delle tradizioni antiche dove magia e religione  spesso si intrecciavano  e dove lo stile di vita era vissuto al ritmo delle stagioni…come in tutte le aree contadine ogni festività diventava momento di raccoglimento ma anche di unico svago.Le messe solenni erano viste come un trionfo di luci e canti mentre le serate venivano passate alla luce del caminodi un enorme unica cucina o nelle stalle.. e qui avveniva la magia delle serate passate accovvacciati sui fienili con la luce fioca delle lanterne e movimentate dai racconti dei nonni o dello zio più anziano.Erano leggende di lupi, maghi e streghe.. e spesso si narrava di folletti e masche.Alcune di queste storie venivano tramandate e”rivissute” all’ occorrenza.Mi ricordo che vedevo spesso durante un temporale pregare e accendere le candele della “Candelora” per scongiurare il pericolo della grandine.La candela benedetta il 2 febbraio veniva appesa in camera da letto e conservata: mi ero sempre domandata il perchè avesse  un lungo stoppino. Lo scopo era simbolico, credo… rimaneva appesa tutto l’ anno fino alla candelora successiva quando veniva sostituita e si poteva bruciare in caso di maltempo.Ma quello che mi affascinava era il racconto di una zia.. mi diceva che anni fa era passato per l’ allora paese, (ora è una città) un frate questante, non so l’ epoca del fatto però, ma chi lo aveva ospitato per stato ricompensato con una ricetta: si trattava di un panetto magico rimedio per le scottatture.. la formula si è persa poichè era possibile tramandarla ai maschi di famiglia e chi la deteneva non aveva modo di lasciarla in eredità ma la zia mi raccontava di questo signore che la distribuiva alle famiglie e lei stessa ne teneva un panetto in casa gelosamente custodito.Ogni casa aveva la sua acquasantiera ai lati del letto.. la mia nonna aveva 2 angioletti azzurri in ceramica … si usava ” segnare ” i 4 angoli della stanza e il letto per scacciare il diavolo,C’ era qui al mio paese una vecchina che puliva gli occhi con un sassolino levigato e all’ occorenza diventava chiromante.Tra le superstizioni per proteggersi dalle malie vi era quella di portare un sacchettino di sale in tasca. Non mancavano mai le benedizioni degli abiti che potevano anche essere bolliti mentre si recitavano preghiere .Era incantevole vedere gesti che facevano affacciare per un attimo, al mondo delle fate e dei folletti.Mio padre mi portava spesso alla Rocca di Angera dove dall’ arroccato castello si vede la vista del Lago Maggiore e dove mi diceva,vivevano le fate,.In effetti si trova una grotta leggendaria detta delle Fate e collegata al Dio Mitra che un tempo era qui venerato.In questa fatata grotta c’ è un portale che ogni 100 anni,narra la
leggenda,conduce nel mondo di fate ed esseri sovrannaturali.Ma era nella vita di tutti i giorni e nei ripetuti semplici gesti che “vivevo” i primi passi del mio cammino .Nell’ uso sapiente delle erbe , usate in impacchi , suffumigi e applicazioni che andavo ad apprendere le prime nozioni.Le abili mani delle donne di famiglia che mescolavano le spezie per ottenere liquori o che scaldavanon un panno le erbe per farne applicazioni contro torcicollo o slogature.L’ uso dell’ olio e dell’ acqua con gli scongiuri per togliere il malocchio , l’ accendersi delle erbe e delle candele contro il maltempo.Gli ingredienti più semplici usati in modi diversi per la vita di tutti i giorni … lasciare il burro avanzato la notte di natale sul tavolo da usarsi  come “pomata” per le contusioni durante l’ anno o il lardo con l’ aglio o la celidonia ,secondo la stagione per le verrucche.Ad alcune persone le torte non uscivano mai bene  cosa che non succedeva a una donna della mia famiglia le cui torte erano sempre alla giusta cottura e squisite la quale mi rivelò poi il segreto della perfetta lievitazione… una segnatura particolare e segreta…
(Le notizie riguardanti la cività Golasecchiana sono reminiscenze scolastiche rivisitate su wikipedia,le note su La Rocca di Angera sono di fonte orale e rivedute su www.luoghi misteriosi.it, la foto è mia personale scattata presso il torrente nei pressi dei boschi dei miei antenati).

Nessun commento:

Posta un commento