mercoledì 26 giugno 2013

Occhio Di Horus

Horus è figlio di Iside e Osiride e ha una testa di falco.Durante una battaglia combattuta contro Seth ebbe a perdere il suo occhio ma  Toth pensò a risanarlo dotandolo di magici poteri.L’ occhio è stato poi posto in offerta per ridare vita a Osiris.Questo occhio racchiude in sè la potenza dei numeri e la capacità di risanare e proteggere sopratutto nella vita dell’ aldilà.Questo metro  poteva anche essere applicato alla misurazione del grano e dei cereali tenendo conto della base di frazione 64 così divisa :1/2  connesso al senso dell’ olfatto è la congiuntiva dell’ occhio che lambisce il naso-
1/16 rappresenta il senso dell’ udito infatti è posto a linea sul lato dell’occhio verso l’orecchio-


1/4 è la pupilla che  rappresenta la vista-
1/64 rappresenta il tatto ed è il trattino al lato del naso-
1/32 è la coda curva  quasi a ricordare le piume del falco e rappresenta il gusto nonchè il potere dei cereali di germogliare-
1/8 il sopracciglio che rappresenta il pensiero e il potere mentale..
Horus è Dio della veggenza. Questo Occhio denominato della Perfezione veniva posto a protezione delle mummie e nella identificazione dei ladri nonchè nella loro punizione. Ma anche nella protezione dei viaggi in mare.Vi è un analogia tra l’ occhio di Horus e la Fenice quale simbolo di morte e rinascita.
Nel Libro dei Morti, cap.LXVI si legge: “ Io sono Horus, il figlio primogenito di Osiride, che dimora nel mio occhio destro. Giungo dal cielo e rimetto Maat nell’occhio di Ra .Da qui la necessità dell’ individuo di percorrere un cammino interiore che ripercorra i 42 insegnamenti della Dea della giustizia Maat passate dal giudizio di Thot. Queste regole erano viste come base per un vivere in modo più consapevole atto ad aprire una maggiore consapevolezza e un cammino spirituale.La possibilità di aprire tutti 2 gli occhi aprendo una visuale sul mondo celeste cioè spirituale e quello terreno-materiale.Il libro dei morti descrive la pesatura del cuore, la cerimonia svolta davanti a Maat la Dea della giustizia: il cuore del morto era posto su una bilancia a 2 piatti, e sul piatto opposto veniva adagiata una piuma.Il cuore non doveva pendere mentre il defunto confessava le sue colpe agli Dei e veniva interrogato sul suo percorso interiore.Se passava la prova poteva raggiungere i così detti “campi di giunchi”.Ecco un esempio di confessione del morto:
Non ho commesso ingiustizie
Non ho rubato esercitando violenza
Non ho commesso atti violenti
Non ho rubato
Non ho ucciso né uomo né donna
Non ho agito in modo ingannevole
Non ho rubato oggetti di proprietá divina
Non ho pronunciato il falso
Non ho pronunciato malvagità
Non ho attaccato altri
Non ho violato la donna d’altri
Non ho commesso peccato contro la purezza
Non ho intimorito altri
Non ho finto sorditá alle parole giuste e veritiere
Non ho incoraggiato conflitti
Non ho abusato d’altri.
Questa era la base della religione Egizia basata sul giudizio degli Dei e della Dea Maat.

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